Ospitiamo oggi Nathan Trent, il cantante e compositore di Innsbruck che rappresenterà l’Austria al prossimo Eurovision Song Contest che si svolgerà a maggio a Kiev, la capitale dell’Ucraina.

© Martin Hauser Photography, 2016

Nathan ci racconta del suo amore per la cultura e la musica italiana, del percorso che intende intraprendere nella sua carriera e, naturalmente, della sua partecipazione all’Eurovision 2017.

Ciao Nathan, come stai? Prima di tutto buon 2017! Il 2016 è finito con la notizia che rappresenterai l’Austria all’Eurovision 2017. Come ti senti in questo momento?

Salve! Buon anno anche a voi. Grazie sto benissimo. Mi sento più vivo che mai! Devo dire che non avrei mai pensato di diventare veramente il rappresentante dell’ Austria. Il momento in cui ho ricevuto la notizia di essere uno dei candidati della preselezione nazionale, ha scatenato il mio innato entusiasmo e la voglia di mettercela tutta, lavorando come un matto per raggiungere il mio obbiettivo. Ne valeva la pena, direi! (sorride)

Raccontaci qualcosa di te, sappiamo che hai origini italiane e che parli benissimo la nostra lingua.

Sono nato e cresciuto a Innsbruck, ma tramite mia mamma, che è italiana, ho sempre avuto la possibilità di avere un rapporto molto stretto con la lingua e la cultura italiana. Per me la mia famiglia è la cosa più importante e si può dire che, se non avessi avuto il loro sostegno, non sarei mai stato in grado di proseguire questo tipo di carriera. Ho cominciato da bimbo a suonare il violino e il pianoforte e a cantare e da quella volta non ho più smesso. A 11 anni ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni e durante l’adolescenza ho scoperto che questo era quello che avrei voluto fare da grande. Ho deciso di fare gli studi al conservatorio a Vienna per imparare a cantare, ballare e recitare in maniera tecnicamente corretta in modo tale, da poter fare il cantante professionalmente. Adesso che sono laureato e ho potuto vivere un paio di mesi a Los Angeles, ho le idee molto chiare riguardo alla direzione nella quale voglio che il mio cammino musicale proceda.

Nel tuo curriculum c’è canto, danza e recitazione. Vuoi dirci qualcosa sul tuo percorso artistico fino ad ora?

Come già accennato prima, ho deciso di intraprendere lo studio del musical per prepararmi alle diversità del mondo della musica e del teatro. Allo stesso tempo ho sempre continuato a scrivere i testi e la musica delle mie canzoni e ad interpretare diversi ruoli nelle rappresentazione teatrali. A giugno 2016 ho finalmente potuto lanciare il mio primo singolo intitolato “Like It Is”, che mi ha permesso di essere notato come cantautore.

Puoi anticiparci qualcosa del brano che presenterai a Kiev?

Purtroppo non mi posso sbilanciare anticipandone i contenuti. L’unica informazione che vi posso dare è che l’ho scritto io in collaborazione con un produttore austriaco, che vive e lavora a Los Angeles. Per il resto, lasciatevi sorprendere.

Pensi ci sarà una versione italiana della canzone?

Per il momento ci stiamo concentrando sulla versione originale, pero chissà…

Conosci la musica italiana? Ci sono artisti che ami in modo particolare e con cui vorresti collaborare?

Assolutamente! La musica italiana è una delle cose più belle per me. Vado pazzo per Laura Pausini, Zucchero, Noemi, Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Giorgia e naturalmente Jovanotti. Direi proprio che la musica italiana ha avuto un’impatto molto grande per me e mi ha aiutato a trovare il mio stile. Beh, salire sul palcoscenico insieme a Lorenzo-Jovanotti potrebbe essere un sogno da realizzare…

Oltre all’Eurovision quali sono i tuoi progetti futuri?

Vorrei essere in grado di poter vivere della mia musica, scrivere degli album ed essere sostenuto da una casa discografica. Un giorno vorrei potermi esibire dal vivo in un tour di livello internazionale.

Puoi mandare un saluto ai nostri lettori?

Ciao a tutti! Vi do i saluti più cari e vi auguro un buon inizio del anno! Non fermatevi mai, lavorate e continuate a sognare fino a che raggiungete il vostro obbiettivo. Spero che i vostri sogni si avverino! Un abbraccio, Nathan

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